CLOSER TO INFINITY #1 – Sulle orme di Jules Janssen: Vaonis riporta l'astronomia sul Monte Bianco
30 May. 2026
Cosa resta dei sogni dei grandi pionieri dell'astronomia?
Per Cyril Dupuy, fondatore di Vaonis, la risposta si trova sulle pendici del Monte Bianco.
Più di 130 anni dopo che l'astronomo francese Jules Janssen costruì uno degli osservatori più ambiziosi della sua epoca sulla vetta più alta dell'Europa occidentale, Vaonis è tornata sulla montagna con una visione simile: osservare il cielo là dove l'atmosfera terrestre lascia spazio alle stelle.
Questa spedizione segna l'inizio di Closer to Infinity, una nuova serie di avventure creata da Vaonis per esplorare luoghi astronomici iconici, celebrare i pionieri che hanno contribuito a plasmare la nostra comprensione dell'Universo e dimostrare che telescopi intelligenti come Vespera Pro sono pronti ad affrontare le spedizioni più impegnative del mondo.
Jules Janssen: l'uomo che voleva avvicinare il Sole
Sebbene Jules Janssen sia ricordato soprattutto per il suo osservatorio sul Monte Bianco, fu prima di tutto uno dei pionieri dell'astrofisica moderna.
Nato nel 1824, Janssen dedicò la sua carriera allo studio del Sole. Durante un'eclissi solare osservata in India nel 1868, sviluppò un metodo rivoluzionario per osservare le protuberanze solari senza dover attendere un'eclissi totale.
Questa importante scoperta, insieme ai lavori dell'astronomo britannico Norman Lockyer, contribuì all'identificazione dell'elio nello spettro del Sole prima ancora che l'elemento fosse scoperto sulla Terra.
Spinto dalla sua passione per l'osservazione solare, Janssen concepì quello che all'epoca sembrava un progetto impossibile: costruire un osservatorio astronomico sulla vetta del Monte Bianco.
La sua visione divenne realtà nel 1893. Situato a quasi 4.800 metri sul livello del mare, l'osservatorio offriva condizioni eccezionali per lo studio del Sole grazie a un'atmosfera più sottile e trasparente.
Più di un secolo dopo, l'intuizione di Janssen rimane più attuale che mai.
Quando la passione diventa una spedizione
Crediti: Eric Courcier
In Vaonis, la storia di Janssen trova una profonda risonanza.
Fin dalla fondazione dell'azienda, Cyril Dupuy ha perseguito un unico obiettivo: rendere l'astronomia più semplice e accessibile attraverso strumenti capaci di rivelare la bellezza dell'Universo senza la complessità tradizionalmente associata ai telescopi.
Quando scoprì la straordinaria storia di Jules Janssen, un'idea divenne impossibile da ignorare. Se Janssen aveva utilizzato la tecnologia più avanzata della sua epoca per esplorare il cielo, perché non fare lo stesso oggi con un telescopio intelligente?
Da questa domanda nacque la prima spedizione Closer to Infinity.
L'obiettivo non è mai stato quello di stabilire un record di altitudine. Era quello di far rivivere lo spirito delle grandi spedizioni astronomiche.
Quando la montagna ha l'ultima parola
Dopo mesi di preparazione, la spedizione è partita verso il massiccio del Monte Bianco portando con sé Vespera Pro, insieme al nuovo treppiede in fibra di carbonio resistente alle intemperie di Vaonis e tutto il necessario per essere autosufficienti per diversi giorni ad alta quota.
Proprio come ai tempi di Janssen, ogni pezzo dell'attrezzatura è stato trasportato a mano.
La salita è proseguita senza difficoltà fino all'ultimo tratto.
Poi la montagna ha ricordato a tutti chi aveva l'ultima parola.
Un ponte di neve, indebolito dalle recenti condizioni, ha reso l'ultima salita troppo pericolosa.
Fu presa la decisione di tornare indietro a circa 4.600 metri di altitudine, a soli 200 metri dalla vetta. Il team trascorse la notte al rifugio Vallot (4.351 m).
È stata una scelta difficile, ma l'unica responsabile. In montagna, nessuna vetta vale il rischio di una vita umana.
Qualche centinaio di metri più in basso, tuttavia, la spedizione ha trovato esattamente ciò che era venuta a cercare: un cielo eccezionalmente stabile.
Crediti: Eric Courcier
Catturare Malin 1, un gigante dell'Universo
Per questa spedizione, Cyril Dupuy desiderava immortalare un oggetto all'altezza della sfida.
La sua scelta è ricaduta su Malin 1, situata a circa 1,2 miliardi di anni luce dalla Terra.
Poco conosciuta al di fuori della comunità astronomica, Malin 1 è considerata una delle più grandi galassie a spirale conosciute. Il suo enorme disco, estremamente diffuso, la rende particolarmente difficile da fotografare.
Per tutta la notte, Vespera Pro ha raccolto la luce proveniente dalle profondità dell'Universo.
Un totale di 1.646 immagini singole è stato sovrapposto per rivelare progressivamente la debole struttura della galassia.
Al di là del risultato tecnico, questa immagine racconta una storia straordinaria: fotoni che hanno iniziato il loro viaggio oltre un miliardo di anni fa e che hanno infine raggiunto un telescopio sulle pendici del Monte Bianco.
La galassia Malin 1 ripresa con Vespera Pro dal massiccio del Monte Bianco.
Osservare il Sole sulle orme di Jules Janssen
All'alba è arrivato il momento del secondo obiettivo della spedizione.
Dotato del suo filtro solare, Vespera Pro si è rivolto verso la nostra stella più vicina.
Le condizioni di osservazione erano eccezionali. A questa altitudine, la turbolenza atmosferica era notevolmente ridotta, offrendo un'immagine particolarmente stabile e dimostrando perfettamente perché Jules Janssen scelse il Monte Bianco per costruire il suo osservatorio più di un secolo fa.
L'immagine ottenuta mostra diversi gruppi di macchie solari, insieme a brillanti facole associate all'intensa attività magnetica del Sole.
Più di 130 anni dopo le osservazioni pionieristiche di Janssen, le alture del massiccio del Monte Bianco continuano a offrire una prospettiva privilegiata sulla nostra stella.
Il Sole ripreso con Vespera Pro.
Closer to Infinity: esplorare oltre i limiti
Questa spedizione rappresenta il primo capitolo di Closer to Infinity, una serie con cui Vaonis intende esplorare luoghi astronomici iconici celebrando al tempo stesso le persone la cui curiosità ha ampliato la nostra comprensione dell'Universo.
Dimostra inoltre quanto profondamente si siano evoluti gli strumenti astronomici.
Laddove Jules Janssen un tempo dovette costruire un osservatorio permanente sulla cima del Monte Bianco, oggi un telescopio intelligente entra comodamente in uno zaino ed è comunque in grado di catturare sia gli intricati dettagli del nostro Sole sia la debole luce di una galassia distante oltre un miliardo di anni luce.
Esposto a temperature glaciali, forti venti, alta quota e alle impegnative condizioni dell'esplorazione alpina, Vespera Pro ha dimostrato la propria robustezza in condizioni estreme, continuando al tempo stesso a produrre straordinarie immagini astronomiche.
Per Cyril Dupuy, questa salita è stata molto più di un omaggio a Jules Janssen. È stata un promemoria del fatto che, indipendentemente dalla tecnologia che utilizziamo, l'astronomia rimane un'avventura profondamente umana, guidata dalla curiosità, dall'esplorazione e dal desiderio inesauribile di alzare lo sguardo al cielo per comprendere meglio il nostro posto nell'Universo.
Crediti: Eric Courcier